#VETSTORIES – Il nuovo format Arcaplanet

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#VETSTORIES – Il nuovo format Arcaplanet

Il 20 aprile, in collaborazione con RTL 102.5, è partito #Vet Stories, l’appuntamento settimanale con i veterinari Arcaplanet dedicato alle tue curiosità.
Scrivi a Vet Stories le tue domande su alimentazione e comportamento dei tuoi animali domestici e ricevi un primo parere dai nostri medici veterinari Monica Burroni e Vito Carlucci.

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Dove trovi le risposte

Ogni settimana la redazione della radio e i veterinari di Arcaplanet sceglieranno le domande cui rispondere nel corso della diretta di Viva l’Italia su RTL 102.5.
L’intervento di Monica e Vito è previsto ogni giovedì, dal 23 aprile al  13 maggio, verso le 11.30. Per non perderti la diretta, collegati almeno con una mezzora di anticipo.

Dopo la diretta pubblicheremo sulla nostra pagina facebook e sul nostro sito i podcast dei loro interventi in modo che tu possa ascoltarli nel caso te li fossi persi.
Nel blog di Arcaplanet, infine, i nostri veterinari risponderanno alle domande che non è stato possibile trasmettere in diretta radiofonica, attraverso all’interno della nuova rubrica Vet Stories.

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45 Commenti
  • Sabrina
    Pubblicato il 22:52h, 20 Maggio Rispondi

    Buongiorno ho 2 cani ed 1 gatto e vorrei un consiglio sull’antiparassitario da adottare . Andiamo in campagna e al mare per cui vorrei proteggerli bene dai parassiti di ogni tipo. Inoltre vivendo tutti e ª stretto contatto ho paura di usare qualcosa di tossico per il gatto. Grazie

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 15:43h, 05 Giugno

      Buongiorno Sabrina
      In base alla sua situazione (campagna + mare) l’antiparassitario per i cani deve essere necessariamente completo. Intendo dire che nei periodi primaverili ed estivi dobbiamo proteggerli da flebotomi (diffusi moltissimo nelle zone costiere) e zanzare mentre in tutte e quattro le stagioni vanno protetti da pulci, zecche e pidocchi. Le consiglio di controllare che nel prodotto che acquista ci sia anche un principio attivo contro le larve e pupe di pulce che vivono nell’ambiente domestico (l’animale viene parassitato solo dagli adulti di pulce ma le forme immature vivono in casa quindi occorre proteggere la casa oltre all’animale. Alcuni prodotti che si appongono sul cane, proteggono anche l’ambiente domestico). L’antiparassitario per gatti deve garantire almeno la protezione da pulci, zecche e pidocchi (tutto l’anno, soprattutto se i gatti escono). Anche in questo caso verificherei che ci sia la protezione ambientale da pupe e larve di pulce sul foglietto illustrativo.
      È sufficiente dividere cani e gatti 12 ore, fintanto che il prodotto apposto sul cane venga assorbito. Apponendolo con molta attenzione in piccole e numerose gocce lungo la colonna vertebrale del cane, specificatamente sulla cute (non sul pelo e non 3-5 giorni prima o 3-5 giorni dopo il lavaggio), in poche ore la macchia unta verrà assorbita. I casi di intossicazione da piretroidi nei gatti avvengono generalmente perché il proprietario inverte i prodotti, utilizzando quello formulato per il cane, contenente piretroidi, sul gatto che non è in grado di smaltire e detossificare adeguatamente il principio attivo. Nei casi più gravi, causati da questa mancanza di accortezza, il gatto potrebbe purtroppo morire per l’intossicazione.
      I classici spot on sono pensati per i parassiti esterni, non dimentichi che esistono anche i parassiti interni, classicamente si parla di “sverminazioni” da effettuarsi ogni 4 mesi ma per questo il suo medico veterinario di fiducia le potrà dare ulteriori informazioni.

  • Marina Tiani
    Pubblicato il 10:44h, 14 Maggio Rispondi

    Buongiorno. Farò una domanda inconsueta, esistono razze di cani adatte a persone allergiche al pelo animale??

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 15:36h, 05 Giugno

      Buongiorno Marina
      Le proteine principalmente coinvolte nelle allergie sono prodotte dalle ghiandole salivari e vengono sparse sul pelo quando il cane si lecca, altri allergeni minori si possono trovare a livello della cute e dell’urina. Alcune razze di cani vengono definite aneddoticamente ipoallergeniche, purtroppo però non abbiamo ad oggi evidenze scientifiche che confermino tale ipotesi. Per mitigare gli effetti di queste reazioni avverse e rendere la convivenza più sostenibile possiamo:
      – Lavare il cane con una certa regolarità, rispettando comunque la sua natura, per ridurre lo spargimento dei detriti epiteliali e del pelo in casa;
      – Limitare la presenza di tappeti, tendaggi e qualsiasi altro tessuto che possa trattenere gli allergeni;
      – Operare una corretta pulizia degli ambienti domestici;
      – Utilizzare dei filtri per l’aria;
      – Cercare di evitare, se possibile, l’accesso del cane alla camera da letto.
      Per qualsiasi dubbio occorre rivolgersi ad un Medico specialista Allergologo per valutare insieme fino a che punto gli effetti di tale convivenza possano pesare sul sistema immunitario della persona allergica.

  • Elena Mirabella
    Pubblicato il 08:41h, 05 Maggio Rispondi

    buongiorno, ho una gattina di quasi un anno ed è con noi da 6 mesi. E’ una gatta molto “selvatica”! non si fa fare le coccole volentieri e spesso si isola per stare da sola, quando invece è in buona, fa fusa e si fa accarezzare. Gioca molto a “mordere”, sarà perchè è molto giovane e vuole sempre giocare?
    con le mie figlie di 9 anni, abbiamo provato a portarla giù nel nostro cortile, zona protetta e chiusa dove non va nessuno e le è piaciuto molto. E’ necessario fare altri vaccini?

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 16:20h, 01 Giugno

      Buongiorno Elena
      In merito all’essere selvatica: in parte dipende dalle prime esperienze di vita effettuate in giovanissima età e in parte dipende dall’ambiente in cui attualmente vive. Se la gatta nei primi giorni/settimane di vita non ha avuto modo di rapportarsi alle persone in maniera costruttiva, conserverà per tutta la vita un atteggiamento poco tollerante. D’altro canto, questa abitudine, dipendente da esperienze pregresse assenti o negative, potrebbe essere gradualmente mitigata vivendo in un ambiente sereno, silenzioso e arricchito di stimoli adatti ai gatti, in cui possa sentirsi al sicuro e appagata. Un buon arricchimento ambientale prevede uno o più tiragraffi per affilare le unghie quotidianamente, zone sviluppate in altezza e appartate dove rifugiarsi senza essere disturbata, una zona con la ciotola del cibo e acqua sempre a disposizione (i gatti mangiano ogni ora), in posizione rialzata e lontana da persone/altri animali/rumori/odori, una zona dedicata alle deiezioni sempre pulita, igienizzata e distanziata dalla zona del pasto, giochini stimolanti che ricordino la preda (piccoli, in movimento rapido, annessi di piume o pelo). Giocare con le proprie mani o parti del corpo mantiene l’abitudine a mordere, pertanto occorre utilizzare solamente giochi per gatti. Considerando anche la sua poca predisposizione ad essere manipolata, ridurrei il contatto fisico esclusivamente ai momenti in cui lei si avvicina spontaneamente.
      In merito ai vaccini: i protocolli vengono scelti dal medico veterinario di fiducia in base al rischio del gatto. Esistono delle linee guida che classificano il gatto a rischio nullo, a basso rischio, ad alto rischio e, in base a questa analisi, si procede con le vaccinazioni. Alcune vanno effettuate annualmente, altre ogni 2 anni, altre ogni tre anni, altre ancora solo al primo anno di vita senza ulteriori richiami. Ottima idea quella di farle esplorare nuovi ambienti, la vita in appartamento per un animale come il gatto è talmente noiosa da diventare frustrante quindi continuate così!

  • Stefania Deidda
    Pubblicato il 09:39h, 04 Maggio Rispondi

    Buongiorno,
    sono Stefania ed ho un gatto europeo maschio di 7 anni, Milo. Negli ultimi anni ha iniziato ad avere delle crisi, come leccarsi compulsivamente la zona lombare specialmente zampe schiena e coda, a correre con un arricciarsi del pelo. Quando è sotto attacco non risponde ai nostri comandi, le pupille si dilatano al massimo fissando il vuoto. Inizialmente erano spodariche ma nell’ultimo periodo sono molto frequenti, quasi giornaliere. E’ un gatto domestico salvato dalla strada a circa 3 mesi, non ha contatti con altri animali e non esce se non in terrazzo. E’ super coccolato e cerchiamo di farlo giocare il più possibile. Abbiamo provato a cambiare la dieta facendo anche diverse analisi per vedere se ci fossero altri problemi di base, sembrava funzionasse ma niente siamo nuovamente punto e a capo. Cosa possiamo fare? Cosa potrebbe essere? Ci dispiace tanto vederlo cosi..,
    Vi ringrazio anticipatamente
    saluti
    Stefania.

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 17:38h, 17 Giugno

      Buongiorno Stefania,
      il leccamento compulsivo così come i segnali di aggressività descritti (inarcamento della schiena, arruffamento del pelo, dilatazione pupillare) sembrano essere indicativi di uno stato d’ansia. Escludendo la convivenza forzata con conspecifici o altri animali, l’inadeguata interazione con il proprietario e l’assenza di stimoli ambientali che nel caso specifico sembrano non essere rilevanti, esistono altri fattori che possono pregiudicare l’equilibrio psichico del gatto. Ci riferiamo al cambio di abitudini alimentari, lo spostamento di mobili, ciotole o cassette igieniche, l’assenza di un’adeguata zona di riposo, tranquilla e isolata, l’uso di una lettiera non particolarmente apprezzata sono solo alcuni esempi. Per attenuare i fattori stressogeni a cui l’animale domestico è sottoposto esistono in commercio diffusori a base di feromoni che agiscono simulando quelli naturalmente prodotti dall’animale, ricreando un ambiente sereno e familiare. Normalmente questo espediente andrebbe associato ad una visita effettuata dal Medico veterinario esperto in comportamento.

  • Meghy Ludwig
    Pubblicato il 10:37h, 28 Aprile Rispondi

    Buongiorno. La mia cagnolina di 1 anno chihuahua, quando vado a metterli il guinzaglio piange è fa la pipì,non lo vuole proprio. Sapete dirmi il motivo per cui fa così o se ce un modo per farli passare tutto ciò? Grazie

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 15:40h, 05 Giugno

      Buongiorno Meghy
      Questa reazione di paura o fobia andrebbe analizzata il prima possibile da un Medico veterinario esperto in comportamento per evitare che peggiori nel tempo e che diventi irreversibile. Bisogna capire se il disagio dipende esclusivamente dalla manipolazione o se c’è stata associazione con un’esperienza negativa avvenuta mentre indossava la pettorina. Se il collarino non genera frustrazione si potrebbe utilizzare quello. Il modo corretto per avvicinarsi ad un cane (anche il proprio cane dovrebbe rispettare queste regole) è seguendo una traiettoria a semicerchio, non è corretto dirigersi in linea retta verso di lui. Ci si pone lateralmente al cane evitando di fissarlo negli occhi, toccarlo ripetutamente sulla testa (zona da evitare sempre), manipolarlo eccessivamente o addirittura sollevarlo se si tratta di un cane piccolo. Ci si abbassa lentamente senza movimenti bruschi per permettere al cane di avvicinarsi spontaneamente. Alcuni cani non tollerano il momento in cui devono indossare la pettorina. Li si può aiutare tenendo uno snack in mano, offrendolo mentre la testa attraversa la pettorina, in modo da non forzarli, ma sfruttando il loro interesse verso lo snack. La tempestività è fondamentale per permettere al cane di fare associazioni positive.
      Se il cane non manifesta segnali di disagio, definiti ‘segnali calmanti’, ovvero leccarsi il naso, sbadigliare, scrollarsi, stirarsi, girare la testa verso il lato opposto, girare gli occhi verso il lato opposto… allora si può indossare la pettorina serenamente. I segnali calmanti sono il mezzo di comunicazione adottato da tutti i cani, vanno conosciuti e rispettati. Al termine occorre premiare il cane con uno snack, un momento di gioco o di festa (rinforzo positivo). Seguire questa semplice procedura, mettendo il cane al centro e rispettando i suoi tempi e il suo stato d’animo, gli permette di vivere questa manualità quotidiana con più serenità.

  • Arcaplanet
    Pubblicato il 15:52h, 24 Aprile Rispondi

    Grazie a tutti per le domande! Lo Staff Veterinario le sta leggendo proprio in queste ore. Troverete le risposte nei prossimi articoli di questa rubrica, oppure nella seconda puntata di #VETSTORIES, in diretta giovedì alle 11.30 su RTL 102.5!

  • Tiziana Giambrone
    Pubblicato il 17:36h, 23 Aprile Rispondi

    Il mio inseparabile fa uova da sola,motivi?

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 15:52h, 07 Maggio

      Buongiorno Tiziana,
      l’ovodeposizione degli uccelli corrisponde all’ovulazione dei mammiferi. Nelle femmine mature è un evento fisiologico che si ripete a cadenza regolare sotto l’influenza di stimoli ambientali ed ormonali. In natura, durante la stagione degli accoppiamenti, la femmina diventa recettiva e dopo aver accettato il maschio ed essere stata fecondata produrrà, se si trova in condizioni ottimali, delle uova fertili. Nel caso degli uccelli da compagnia, il fotoperiodo favorevole, la presenza di un nido e la disponibilità di alimenti energetici, possono indurre la femmina a deporre le uova anche in assenza del maschio. In alcune specie di uccelli da gabbia si può riscontrare una condizione patologica caratterizzata da una ovodeposizione incontrollata. Per supportare l’elevata produzione di uova e la formazione del guscio l’animale dovrà fare affidamento alle riserve di calcio presenti nel proprio organismo. Questo depauperamento può causare fratture ossee e ritenzione delle uova in ovidotto. Per tale motivo se ha avuto modo di riscontrare un aumento importante dell’ovodeposizione, per escludere alterazioni gravi dei meccanismi fisiologici, sarebbe opportuno rivolgersi ad un medico veterinario esperto nella cura e nella gestione degli animali non convenzionali.

  • Antonietta Altini
    Pubblicato il 16:14h, 23 Aprile Rispondi

    Ciao, il mio cane di 6 anni, purtroppo, è soggetto alla rogna rossa intorno agli occhi.. Esiste qualche tipo di alimento o prodotto cutaneo adatto ad aumentare le sue difese immunitarie per contrastare questo acaro ?
    Grazie, Saluti
    Antonietta e Bomber

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 15:35h, 05 Giugno

      Buongiorno Antonietta
      La demodicosi canina (anche conosciuta come rogna rossa o demodettica) è una malattia dermatologica di natura parassitaria con una presentazione clinica estremamente variabile e influenzata dalla razza e dal tipo di mantello. Esiste una forma giovanile che colpisce gli animali fino ai due anni di età e una forma che si sviluppa in età adulta, più rara e generalmente secondaria ad altre affezioni sistemiche o a trattamenti farmacologici con corticosteroidi o altri farmaci immunosoppressivi. Possiamo inoltre distinguere una forma localizzata che si può risolvere anche spontaneamente senza recidive e infine una forma generalizzata che colpisce più aree del corpo. In quest’ultimo caso bisogna impostare una terapia adeguata con prodotti acaricidi, eventualmente associati ad antibiotici, ma solo nel caso in cui si dovessero sviluppare infezioni batteriche. Negli animali adulti prima di procedere con un trattamento farmacologico bisognerebbe ricercare la possibile causa scatenante. Sebbene non ci siano alimenti sviluppati in maniera specifica per questa condizione patologica, l’utilizzo regolare di pre- e probiotici secondo recenti evidenze scientifiche può aiutarci a mantenere il sistema immunitario attivo e funzionale. Per supportare la cute e mantenerla elastica e ben strutturata possiamo ricorrere a soluzioni spot-on ad uso locale a base di acidi grassi essenziali (omega3-6).
      Le consigliamo di rivolgersi ad un Medico veterinario esperto in dermatologia che sceglierà, in base alla situazione del suo cane, l’iter terapeutico da seguire.

  • Alessandra
    Pubblicato il 14:05h, 23 Aprile Rispondi

    Buongiorno, volevo sapere a cosa può essere dovuta la forfora nei gatti. Dura qualche giorno,poi passa, ma le si ripresenta spesso. Inoltre ogni tanto, così senza motivo, ha un atteggiamento aggressivo. Si attacca al braccio e morde e graffia. Ha 5 anni ed è una trovatella. È con noi da quando aveva 2 mesi. Grazie, Alessandra

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 17:34h, 17 Giugno

      Buongiorno Alessandra
      La forfora è un sintomo aspecifico che riconosce diverse cause, è comune per esempio in caso di infestazioni parassitarie e infezioni fungine che tendono a irritare gli strati più superficiali dell’epidermide provocando una perdita dell’elasticità e un aumento della secchezza, con conseguente desquamazione. Non di rado può essere associata a reazioni di ipersensibilità sia di natura alimentare sia legata ad allergeni presenti nell’ambiente esterno, ad endocrinopatie e a sindromi paraneoplastiche. Anche una scarsa idratazione protratta nel tempo può avere un effetto analogo. Per fare chiarezza tra queste ed altre diagnosi differenziali è quindi opportuno rivolgersi al Medico veterinario curante. Relativamente alla comparsa di un’alterazione del comportamento, questo potrebbe essere legato a cambiamenti nell’ambiente domestico come traslochi, convivenze non ben tollerate, gestioni non adeguate dell’alimentazione e della lettiera. I gatti sono animali particolarmente inclini allo stress: quando l’ambiente in cui vivono non soddisfa le loro esigenze fisiologiche ed etologiche possono manifestare in diversi modi la loro insofferenza e disagio. Possono infatti sviluppare atteggiamenti aggressivi e distruttivi nei confronti di animali, oggetti, persone oppure loro stessi. In questo caso è consigliato il supporto di un Medico veterinario esperto in comportamento al fine di indagare nello specifico la sua situazione.

  • Carmela
    Pubblicato il 14:03h, 23 Aprile Rispondi

    Buon pomeriggio vorrei chiedere un consiglio o la mia piccola Cloe a 2 chili in più gli o comprato i cocrantini per dimagrire ma non dimacrisce grazie

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 15:56h, 07 Maggio

      Buongiorno Carmela,
      la gestione e il trattamento dei problemi di peso richiedono la valutazione di diversi aspetti coinvolti. Per prima cosa sarebbe opportuno definire il peso ideale dell’animale al fine di indirizzare gli sforzi nella giusta direzione. Dal punto di vista alimentare ricordiamoci di: rispettare i giusti quantitativi giornalieri (le indicazioni presenti sulle confezioni dovrebbero essere riadattate in base al singolo individuo); aumentare il numero di pasti durante il giorno, così da ridurre sensibilmente il senso di fame e al tempo stesso incrementare la quantità di energia consumata attraverso l’attività digestiva; evitare i supplementi (snack, cibo da tavola…). La restrizione alimentare dovrebbe essere accompagnata da un’attività fisica regolare, che avrà risvolti benefici anche a livello psicologico e in termini di relazione interspecifica con il proprietario. Bisogna però tener presente che i fabbisogni giornalieri non sono condizionati solo dalla taglia e dall’età dell’animale ma anche dall’attività che esso svolge durante la giornata, dal suo stato fisiologico (sterilizzato, lattazione, gravidanza…), dalla sua capacità di isolamento termico e dalla temperatura esterna dell’ambiente in cui vive. Per tale motivo, per approntare la situazione con successo potrebbe essere utile rivolgersi ad un medico veterinario esperto in nutrizione che, a partire dalle caratteristiche dell’animale, studierà un piano di dimagrimento individuale, bilanciato ed efficace.

  • Sabrina Perazzoli
    Pubblicato il 08:28h, 23 Aprile Rispondi

    E’ possibile che manto del cane maschio dopo la castrazione cambi di aspetto? Il pelo del mio setter irlandese è sempre stato lucido e setoso, ma progressivamente, dopo la castrazione, pur non cambiando il tipo di alimentazione (cibo secco, specifico per intolleranze) e mantenendo le stesse abitudini di cura (spazzolamento e pulizia), ha un foltissimo sottopelo, ha i “ricci”, insomma è cambiato moltissimo.
    Ci sono dei prodotti specifici o degli integratori alimentari da utilizzare per fare in modo che migliori le sue caratteristiche o ritorni ad essere setoso e lucido?
    Grazie!
    Sabrina

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 17:36h, 17 Giugno

      Buongiorno Sabrina,
      alcuni studi hanno in effetti messo in luce la possibilità che in un certo numero di cani appartenenti a determinate razze si verifichino dei cambiamenti nell’aspetto del mantello dopo la sterilizzazione. Il Setter irlandese sembra essere una delle razze maggiormente predisposte. Il meccanismo e le cause che scatenano tale cambiamento però non sono stati ancora del tutto chiariti. I cani colpiti hanno un significativo aumento di pelo simil lanuginoso e una diminuzione dell’intensità del colore. Il pelo, ricordando quello dei cuccioli, viene infatti definito “puppy coat”.
      Sono diversi i nutrienti che rivestono un ruolo determinante nel mantenimento di un corretto stato di salute della cute e del pelo, tra cui le vitamine del gruppo B, lo zinco e gli acidi grassi essenziali omega-6 e omega-3. Esistono alimenti complementari (integratori) in commercio la cui composizione può avere un’utilità nel migliorare l’aspetto generale del mantello. Da quanto si evince dalla sua domanda però, il suo cane è attualmente in trattamento per sintomi di reazione avversa al cibo. In questo caso specifico, l’introduzione di qualsiasi prodotto nella dieta deve essere concordata con il Medico veterinario curante, onde evitare una riacutizzazione della condizione pregressa.

  • Leonardo
    Pubblicato il 08:20h, 23 Aprile Rispondi

    Buongiorno, la ns cucciola di Golden R. ( 7 mesi domani) ha l’abitudine di mettere in bocca tutto ciò che trova per strada in passeggiata, mangiando in particolare gli escrementi di altri animali.
    Come possiamo correggere questo comportamento?

    Grazie

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 15:38h, 05 Giugno

      Buongiorno Leonardo

      Bisognerebbe approfondire l’intensità di questo fenomeno per poter trarre delle conclusioni. La linea tra atteggiamento comune nei soggetti giovani e manifestazione di un problema comportamentale non è così netta senza conoscere i dettagli. I motivi di questo atteggiamento possono essere svariati. Va premesso che i Retriever sono razze da riporto selezionate per prendere la selvaggina in bocca e riportarla al cacciatore, pertanto nella loro genetica questo atteggiamento è stato appositamente fissato. Bisogna anche considerare la tipica curiosità giovanile dei cuccioli che dallo svezzamento fino alla maturità, attraverso la masticazione e la prensione orale sperimentano, conoscono, esplorano e apprendono informazioni dall’ambiente che li circonda. Si tratta di un comportamento che con la crescita tende a ridursi, ma, in alcune situazione potrebbe permanere anche nell’individuo adulto mettendo il cane costantemente a rischio; in tal caso si tratta di un problema comportamentale definito pica. Il cane manifesta questo malessere desiderando di ingerire sostanze non commestibili quali carta, legno, stoffa, plastica, sassi, feci… Le motivazioni possono essere legate ad una scorretta gestione qualora non vengano fornite le giuste occasioni di gioco e libertà da parte di proprietari disattenti/inesperti/poco presenti. Per pura noia i cani si intrattengono con oggetti su cui ridirezionare la loro frustrazione legata all’inattività fisica e psichica. Per queste situazioni particolari occorre rivolgersi al Medico veterinario esperto in comportamento e affrontare tempestivamente il problema. Oltre alle motivazioni psicologiche, la pica potrebbe essere indotta da motivazioni organiche che portano il cane a manifestare questi atteggiamenti, si tratta di alcune patologie dell’apparato digerente da indagare con accertamenti medici. Se avete dei dubbi che si tratti di una condizione patologica (fisica o psicologica), meglio chiedere il parere di un Medico veterinario. Nel caso dei cuccioloni, laddove si escluda una condizione di eccessiva frustrazione dovuta alla noia o patologica legata alla pica, si potrebbe provare con alcune accortezze a:
      – tenere il cane legato nei luoghi dove c’è il rischio che mangi cose da terra
      – prestare molta attenzione durante tutta la passeggiata
      – portare sempre con se giochi e premi per distoglierlo con questi strumenti interessanti
      – bisogna essere convincenti e rendersi più interessanti di ciò che il cane sta puntando. Tranne nei casi di reale emergenza si sconsiglia di fare “il tiro alla fune” per strappargli via ciò che ha raccolto, è molto più efficace insegnarli pazientemente a lasciare, offrendogli naturalmente una grande ricompensa dopo il suo generoso atto di condivisione. Allenare questo suo riflesso permetterà di poter scambiare oggetti non commestibili con altri commestibili. Bisogna applicare le stesse regole sia in casa sia fuori casa per permette al cane di avere delle linee guida coerenti da seguire.

  • Anna Maniero
    Pubblicato il 07:52h, 23 Aprile Rispondi

    Buongiorno, sono l'”assistente” di una gatta europea trovatella di 10 anni sterilizzata. Come tutti i gatti, in modo saltuario, vomita il cibo ingerito. Due anni fa, dopo episodi di vomito molto ravvicinati, il venetrinario mi ha consigliato di darle il secco della Royalcanin intestinal. Quindi da due anni la nostra reginetta mangia questi croccantini. Fino a un paio di mesi fa gli episodi di vomito erano sporadici (tre o quattro al mese) ora invece è tornata a vomitare più o meno a giorni alterni. Cortesemente desideravo sapere come intervenire.
    Grazie per la cortese attenzione
    Cordiali saluti

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 15:43h, 07 Maggio

      Buongiorno Anna,
      i problemi gastrointestinali sono uno dei motivi principali per cui i gatti vengono portati in visita dal medico veterinario, l’età media della maggior parte dei soggetti si attesta intorno ai 10 anni. Questo dato indica che i disturbi gastroenterici sono più comuni nei gatti anziani. Tra i segni che il proprietario individua c’è vomito cronico, diarrea, perdita di peso oppure una combinazione di tutti e tre. Il vomito è un segno clinico aspecifico, non va mai sottovalutato e può avere moltissime cause scatenanti (oltre alla causa di natura alimentare), purtroppo alcune gravi. Citiamo la malattia intestinale infiammatoria (IBD) e il linfoma dei linfociti T, che rappresentano due comuni cause di vomito nei gatti di mezza età e anziani. La terapia nutrizionale gastroenterica potrebbe aver migliorato la situazione per un periodo (dalla sua descrizione sembrerebbe che la sua gatta abbia risposto molto bene alla dieta) ma se il vomito diventa frequente (“ultimamente capita a giorni alterni”) si tratta vomito cronico che va indagato il prima possibile per arrivare ad una diagnosi precisa, al fine di intraprendere una terapia idonea. Senza una diagnosi, non può esserci una cura.

      Le consigliamo di rivolgersi al suo medico veterinario di fiducia. Si indagherà per prima cosa sulla natura del vomito (vicino o lontano dal pasto, vomita boli di pelo, vomita cibo o saliva ecc…) e poi si attueranno gli approfondimenti necessari per scongiurare cause poco gradevoli.

  • Carmela
    Pubblicato il 06:37h, 23 Aprile Rispondi

    Ho un biscottino di circa 18 anni con problemi alla prostata,artrosi ernie . Lo nutro con crocchette x senior .inoltre urina in casa e nell urinare la lecca tutta come mai questo comportamento?

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 17:07h, 29 Aprile

      Buongiorno Carmela,
      la perdita del controllo urinario e i cambiamenti comportamentali possono risultare normali in età avanzata, analogamente a quanto accade anche alle persone, tuttavia nel suo caso potrebbe esserci una correlazione con il problema prostatico. Le consiglio pertanto di approfondire il tema clinico con il suo veterinario curante. In uno dei prossimi articoli descriveremo in cosa consiste la fragilità del cane anziano, suggerendo qualche semplice strategia per facilitargli la vita. In merito all’alimentazione, esistono in commercio ottimi alimenti complementari (integratori) studiati in maniera specifica per supportare i cani anziani. In associazione, le consiglio un percorso con un medico veterinario esperto in comportamento, basato sulla stimolazione sensoriale e sull’apprendimento, per migliorare le performance fisiche e cognitive. A volte i risultati sono sorprendenti, riducendo la progressione della demenza senile e del decadimento generalizzato. In questa delicata fase di vita, rivolgersi ad un veterinario esperto permette di avere una figura di riferimento per comprendere tutti quei cambiamenti fisici e comportamentali al fine di poter agire nella maniera più opportuna.

      Cordialmente,

  • Gio
    Pubblicato il 04:10h, 23 Aprile Rispondi

    Salve, da un po’di tempo il mio cane fa pipì ovunque in casa, come posso fare per evitarlo? Ha sempre usato il tappetino per i suoi bisogni.

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 16:11h, 01 Giugno

      Buongiorno Gio
      Per prima cosa bisognerebbe conoscere l’età del suo cane. Per gli animali giovani e anziani potrebbe essere fisiologico: il cucciolo non è in grado di trattenere gli sfinteri volontariamente e l’anziano potrebbe diventare incontinente. Immagino che nel suo caso si tratti di un soggetto adulto che finora non ha mai urinato in casa. Bisogna escludere immediatamente le cause organiche generalmente legate alle vie urinarie. Una volta escluse, si prendono in considerazioni le cause di natura comportamentale. Le consigliamo un check up dal suo medico veterinario di fiducia per escludere eventuali patologie delle vie urinarie mentre il veterinario esperto in comportamento andrà ad indagare le cause psicologiche, verificando se potrebbe trattarsi di manifestazioni di disagio o stress ed eventualmente come si potrebbero risolvere. È fondamentale rispettare i bisogni base, portando il cane a spasso almeno 3 volte al giorno per permettergli di esplorare, socializzare, odorare e urinare all’esterno (marcatura urinaria), a prescindere dalla razza e dall’età.

  • Giulia Onorato
    Pubblicato il 21:53h, 22 Aprile Rispondi

    Buonasera, ho una cucciola di incrocio Setter di 2 mesi, mangia Simpson premium al salmone e patate e attualmente sembra trovarsi bene.. La mia domanda è.. Qual è il modo migliore per scegliere le crocchette più adatte ai nostri cani? Si parla tanto anche di crocchette estruse a freddo che costano molto di più.. Ma se uno volesse mantenere un buona qualità /prezzo senza arrivare a costi eccessivi quale sarebbe la scelta migliore? Grazie

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 10:38h, 24 Giugno

      Buongiorno Giulia

      Un mangime migliore in senso assoluto non esiste, la giusta scelta dipende dalle esigenze del singolo individuo. Ci sono comunque dei parametri che possiamo considerare, anche a posteriori, per capire se un prodotto è quello giusto. L’alimento deve essere:

      – Completo: un mangime deve soddisfare tutti fabbisogni nutrizionali dell’animale durante la giornata. Il fabbisogno giornaliero dipende da età, taglia, stato fisiologico, grado di attività fisica, temperatura ambientale. I mangimi secchi sono in genere completi. Se scegliamo un mangime umido complementare da associare al secco, dobbiamo ricordarci che questo non dovrà coprire più del 15% del fabbisogno energetico giornaliero dell’animale.

      – Appetibile: tale aspetto viene valutato da alcune aziende produttrici attraverso test di “preferenza” ed “accettazione”. Ciononostante, data la notevole variabilità individuale, la prova del nove si avrà solo quando il prodotto verrà somministrato al proprio animale.

      – Digeribilità: misura della quantità di nutrienti che sono disponibili per l’assorbimento e la successiva utilizzazione a livello dell’organismo. Dipende dalla qualità delle materie prime utilizzate e dai processi di lavorazione che queste subiscono. Bisogna preferire un alimento che produce feci compatte e ben formate.

      In conclusione, l’osservazione diretta dell’animale è un aspetto da cui non si può prescindere.

      Per quanto riguarda i pressati a freddo sono prodotti che subiscono un processo di lavorazione differente rispetto a quello dei comuni estrusi (crocchette). A differenza di queste ultime, vengono formati in una macchina pellettatrice la cui temperatura non va oltre i 42°C. L’obiettivo teorico è quello di limitare l’effetto termico sui nutrienti, mantenendo i prodotti più vicini allo stato naturale, ma le materie prime impiegate, prima di poter essere utilizzate dalla pellettatrice, vengono comunque sottoposte per legge ad una lavorazione che preveda temperature pari ad almeno 90°C. La differenza quindi tra i due prodotti (estrusi e pressati) almeno in termini di lavorazione non è così sostanziale come si potrebbe pensare.

      Le informazioni scientifiche relative all’efficacia nutrizionale che abbiamo a disposizione sui pressati a freddo sono inconsistenti ad oggi, a differenza degli estrusi che sono stati oggetto negli anni di numerosi studi scientifici, certificando una digeribilità media dei prodotti superiore all’80-90%.

  • Fabiola Valentini
    Pubblicato il 21:24h, 22 Aprile Rispondi

    Ciao a tutti! Il mio gatto Pumi, sterilizzato e di quasi 7 anni, ha spesso comportamenti ossessivi/distruttivi con mobili. Per esempio in questo periodo ogni notte mi sveglia nei suoi tentativi di aprire l’armadio con porta scorrevole, che sta parzialmente rovinando. Ho provato spray disabituante ma poco o nessun effetto. Ho due gatti quindi non è solo, esce nelle terrazze e per quanto non molto lo faccio un po’giocare e un po’gioca con l’altro gatto…cosa devo fare?!

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 15:44h, 05 Giugno

      Buongiorno Fabiola
      Il gatto è un animale notturno, a differenza dell’uomo che invece è diurno. Quando un gatto vive in un ambiente domestico poco stimolante o inadatto oppure quando vive grandi cambiamenti territoriali o di abitudini, manifesta segnali di stress:
      1. Graffiando in eccesso oltre a quelle che sono le sue necessità fisiologiche (1 gatto su 2)
      2. Marcando con l’urina (1 gatto su 3)
      3. Manifestando stress da viaggio (1 gatto su 2)
      4. Possono instaurarsi conflitti in caso di convivenza forzata con altri gatti
       Variazione di appetito
       Tendenza a nascondersi
       Aggressività vera e propria
       Toelettatura eccessiva, talvolta il leccamento ossessivo danneggia visibilmente il suo mantello.

      Per riuscire a ricreare un’ambiente idoneo e permettergli di soddisfare le sue esigenze etologiche:
      – predisponiamo in casa dei tiragraffi, uno per ogni animale, con giochi sospesi, con un’ampia area che gli permetta di affilarsi le unghie regolarmente, con rifugi in cui nascondersi all’occorrenza. L’intera struttura deve essere abbastanza alta e solida in modo da consentirgli di saltare ed arrampicarsi;
      – utilizziamo diffusori ambientali o spray a base di feromoni studiati per i gatti. Si tratta di molecole che trasmettono serenità al gatto costretto in ambiente domestico. Risultano consigliatissimi se in casa convivono più gatti in quanto frequentemente il motivo dello stress è legato alla conflittualità tra i due che può essere marcata e visibile oppure latente.
      – evitiamo la noia aumentando l’attività fisica giornaliera, con sessioni di gioco condivise e attraverso una stimolazione del suo istinto predatorio.
      – evitiamo ogni genere di stress legato al territorio: l’appartamento dovrebbe avere le dimensioni consone (non si dovrebbe scendere sotto i 45 metri quadri per gatto), ancor più importante della quantità risulta essere la qualità dell’ambiente domestico. L’arricchimento ambientale stimola il gatto sia fisicamente sia mentalmente. Anche la scorretta gestione della lettiera può diventare fonte di stress, occorre pulire regolarmente la lettiera e predisporre almeno una lettiera per gatto. Acqua e cibo dovrebbero essere sempre a disposizione, in postazioni ben separate se sono presenti più gatti in casa. Il gatto deve fare piccoli pasti molto frequentemente durante il giorno, se potesse scegliere mangerebbe poco ogni ora.
      Nel caso in cui il problema persista è opportuno rivolgersi ad un Medico veterinario esperto in comportamento che indagherà le precise cause di malessere e stress e consiglierà il modo per ridurre il disagio.

  • Olha
    Pubblicato il 20:32h, 22 Aprile Rispondi

    Buona serata! Mio gatto ha naso bloccato e russa troppo, e da naso esce acqua. Durante il lavaggio fa strani rumori come gracchiare. Ho provato ha fare erosol naso si sblocca per qualche giorni ma puoi rinnova. Cose questo? Lui ha 9 anni, gatto di razza Scottish fold

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 16:13h, 01 Giugno

      Buongiorno Olha
      La razza del suo gatto, a causa della selezione genetica spinta per dare le caratteristiche estetiche richieste dal mercato, è predisposta a manifestare problemi respiratori e cardiaci, anche in giovane età talvolta. Quasi tutti i soggetti di razze brachicefale hanno difficoltà respiratorie da moderate a gravi, legate alla conformazione del muso e, nello specifico, del naso, limitando l’ingresso di ossigeno nelle cavità nasali e di conseguenza l’ossigenazione dei tessuti. La malattia cardiaca tipica della razza è la cardiomiopatia ipertrofica. Sia i problemi respiratori sia quelli cardiaci possono dare difficoltà respiratoria e russamento come segni clinici, pertanto non sono aspetti da sottovalutare. Oltre alla razza, anche l’età è un fattore discriminante, a 9 anni un gatto si considera di mezza età (oltre i 14 anni si considera anziano a tutti gli effetti), per questo motivo si richiedono accortezze maggiori e visite di controllo superiori rispetto ad un animale giovane. Le consigliamo una visita clinica dal suo medico veterinario di fiducia per approfondire.

  • Fregosi Laura
    Pubblicato il 19:31h, 22 Aprile Rispondi

    La mia cucciola chihuahua di 4 anni dopo l’intervento di sterilizzazione ha cominciato a soffrire di colite brontolii nella pancia con episodi di diarrea mucosa senza vomito… ho cambiato alimentazione da trainer a prolife sensitive maiale e patate va un po’ meglio ma nn posso darle nulla al di fuori che sta male…vorrei sapere se cambiare ancora alimentazione con esclusion maiale e piselli e nulla più se potrebbe cambiare in meglio. Grazie

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 16:10h, 01 Giugno

      Buongiorno Laura
      Le enteropatie acute e croniche rappresentano statisticamente una delle motivazioni principali che spingono i proprietari ad andare in visita dal medico veterinario. Nel suo caso specifico un esperto in gastroenterologia o nutrizione potrebbe approfondire la situazione nel migliore dei modi. Se il problema è realmente localizzato a livello del colon, possiamo aiutarlo concretamente in due modi.
      1. Trovare l’alimento digeribile per il suo cane. Parlare di marche lascia un po’ a desiderare perché se per un cane la marca XX potrebbe risultare ottimale, per un altro cane la stessa marca potrebbe invece non essere indicata. Le ricordiamo di effettuare il cambiamento alimentare nell’arco di 5-7 giorni. Nel caso di problematiche o sensibilità intestinali anche più giorni, dando il tempo ai batteri intestinali di adattarsi gradualmente a digerire un cibo diverso.
      2. Effettuare regolarmente cicli di fermenti lattici studiati per il cane. Possono dare risultati straordinari ristabilendo l’equilibrio intestinale danneggiato. Il tempo minimo di somministrazione è di 21 giorni ma in alcuni casi si procede con l’utilizzo continuativo anche per mesi. Non ci sono effetti collaterali e possono essere associati a qualunque alimento.

  • Freddy
    Pubblicato il 19:10h, 22 Aprile Rispondi

    cosa significa quando il tuo gatto(sterilizzato) “scava ” sul pavimento piuttosto che sulla granella. il gatto però si comporta normalmente per quanto riguarda i bisogni fisiologici.

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 17:37h, 17 Giugno

      Buongiorno Freddy
      L’azione dello scavare è un comportamento innato associato all’eliminazione di urine e feci e direttamente dipendente dalla natura solitaria del gatto e dal suo ruolo di preda. Il gatto selvatico scava per nascondere nel terreno le feci e confondere i predatori, camuffando il proprio odore e il proprio passaggio. Il normale comportamento di eliminazione del gatto prevede una sequenza specifica e ben ritualizzata: in primis il gatto scava una buca con le zampe anteriori, espleta le sue funzioni (accovacciandosi in maniera più o meno evidente), gira su se stesso annusando e infine ricopre le feci con sabbia o terriccio, aiutandosi con le zampe posteriori. Può capitare che quando viene cambiata la lettiera dal proprietario si verifichino i seguenti atteggiamenti:
      -evita di toccare i granelli o il fondo della cassetta, espletando i propri bisogni in equilibrio sui bordi della cassetta o tenendo due zampe fuori e due dentro
      -corre fuori dalla lettiera immediatamente dopo l’eliminazione
      -completa la sequenza di eliminazione fuori, cercando di scavare su un’area poco distante del pavimento
      Si tratta di comportamenti che potrebbero avere come significato recondito uno stato di stress e fastidio del gatto, legato ad un’inadeguata gestione della lettiera. Come consiglio generale bisogna ricordarsi di effettuare una regolare pulizia della cassetta, utilizzare sempre lo stesso tipo di lettiera, distanziare la zona di eliminazione dalla zona di alimentazione e assicurarsi che l’area scelta sia isolata e confortevole.

  • Raaba
    Pubblicato il 17:51h, 22 Aprile Rispondi

    Salve,mi chiamo Raaba,volevo sapere gentilmente come è possibile limare le unghie al mio pinscher?..perché purtroppo in questo periodo di covid19 non è possibile uscire come prima e purtroppo le unghie sono cresciute un po’ e avendo un carattere molto anche troppo vivace non penso stia tranquilla.Grazie mille e spero in una risposta.

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 15:37h, 05 Giugno

      Buongiorno Raaba
      L’unghia si lima con il regolare movimento giornaliero quando il cane, correndo, camminando o scavando, poggia le zampe al suolo. Nel caso in cui, per vari motivi, il cane non abbia la possibilità di uscire quanto dovrebbe, l’unghia tende a crescere senza controllo. Il taglio dell’unghia deve essere effettuato con l’aiuto di apposite tronchesine, seguendo alcune regole di base:
      • Va effettuato in un ambiente tranquillo, in modo da evitare situazioni stressanti. Per gli animali dal temperamento vivace sarebbe meglio farsi aiutare per scongiurare i movimenti rapidi delle zampe che potrebbero complicare l’operazione.
      • Deve essere deciso e non eccessivo: le unghie sono costituite da una parte apicale cornea che riveste e protegge la parte carnosa (definita polpa dell’unghia), di colore rosaceo, innervata e vascolarizzata. Questa parte è ben visibile nelle unghie depigmentate (chiare) ma risulta essere più difficile o quasi impossibile da individuare nel caso in cui l’unghia abbia un colore scuro. Il taglio deve essere parallelo alla superficie del suolo, effettuato a 2-3 mm dalla parte carnosa, non oltrepassando mai il livello del polpastrello.
      • Alla fine dell’operazione bisogna sempre premiare l’animale con carezze, voce gioiosa, eventualmente uno snack e soprattutto una bella passeggiata. Il rinforzo positivo permetterà al cane di accettare meglio questa pratica, rendendola più semplice e abituale.
      Qualora avesse difficoltà a capire come procedere, si rivolga al suo Medico veterinario di fiducia.

  • Anna
    Pubblicato il 17:49h, 22 Aprile Rispondi

    Sono Anna ed ho un gatto persiano di 16 anni, Matilda. Tutte le sere, nel momento in cui vado a letto, immancabilmente piange sconsolata, nel migliore dei casi per 20 minuti. Le lascio naturalmente pappa e acqua a volontà, non mancano le coccole, ho provato a lasciarle una luce di cortesia, a portarle la cuccia di fianco al mio letto, calmarla dolcemente , di ignorarla per farle capire che non ottiene nulla, addirittura farla salire sul letto, ma sembra tutto inutile e lei non vuole rinunciare a questa, che ormai, sembra parte integrante della sua routine da tanti mesi. C’è qualcosa che posso fare? Vi ringrazio in anticipo!

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 17:41h, 17 Giugno

      Buongiorno Anna
      Data l’età geriatrica del gatto non sarebbe da escludere che siano subentrati alcuni cambiamenti di abitudini in quanto i problemi comportamentali socio-relazionali possono facilmente comparire negli animali anziani. Si parla di disfunzioni cognitive quando il gatto manifesta comportamenti poco coerenti, miagola insistentemente, si perde o si isola in casa, non interagisce con gli altri, si sveglia di notte per chiedere di uscire, mangiare o bere e, nei casi più avanzati, scambia il giorno con la notte. Normalmente questi e altri segni di fragilità sono visibili se osservati con attenzione. In questa delicata fase di vita si consiglia di aumentare il numero di visite dal Medico veterinario di fiducia per controllare il benessere generale del gatto. Il Medico veterinario esperto in comportamento permette di comprendere tutti i cambiamenti comportamentali per poter correttamente agire al fine di migliorare il benessere e attenuare gli effetti dell’invecchiamento.

  • Giulia Russelli
    Pubblicato il 17:35h, 22 Aprile Rispondi

    Ciao, alternare carne e pesce nell’alimentazione di un cane e nello specifico di un weimaraner, può essere dannoso?
    Un saluto
    Giulia e Blanka

    • Staff Veterinario Arcaplanet
      Pubblicato il 16:08h, 01 Giugno

      Buongiorno Giulia
      Dobbiamo fare una distinzione tra animali clinicamente sani e animali con patologie sospette o diagnosticate.
      Se stiamo parlando di un animale sano, allora è possibile alternare fonti che derivano dalle carni con fonti che derivano dal pesce. Quando si è in procinto di finire il sacco di crocchette settimanale o mensile, si può cambiare gusto, effettuando però sempre un periodo di transizione della durata di 5-7 giorni per permettere al microbiota, ovvero ai batteri che popolano l’intestino, di abituarsi gradualmente a digerire un nuovo alimento, senza ripercussioni intestinali (diarrea osmotica). Non è dannoso proporre diverse fonti proteiche in successione o anche all’interno dello stesso cibo –alimento poliproteico- ad un animale sano. Oggi, in base ai recentissimi studi di cui disponiamo, è opinione comune tra i medici veterinari che si occupano di nutrizione consigliare un paniere alimentare ampio e variegato per mantenere in condizioni ottimali il microbiota intestinale.

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