Pet e fumo passivo: perché fa male anche a loro

Come proteggere i pet dal fumo passivo

Pet e fumo passivo: perché fa male anche a loro

Il fumo di tabacco contiene oltre 7 mila sostanze chimiche, molte delle quali sono biologicamente attive e possono avere azioni cancerogene, irritanti e interagire con i nutrienti assunti. Anche se il fumo sembra invisibile, rimane sospeso nell’aria per 5 ore e le microparticelle in esso contenuto si depositano sul suolo, sui mobili, sui tessuti e sul pelo degli animali, esponendoli a gravi rischi.

I pet sembrano addirittura essere più a rischio degli esseri umani per quanto riguarda le patologie da fumo passivo, dato che passano più tempo in casa rispetto ai proprietari e che sono maggiormente a contatto con le superfici in cui si depositano i residui.

Secondo alcuni studi, le malattie correlate al fumo di sigaretta possiedono, tra i principali fattori predisponenti, la morfologia della canna nasale. Questa sembra avere un maggior coinvolgimento nella patogenesi della malattia rispetto al numero del fumatori in famiglia oppure rispetto al numero di sigarette fumate nell’arco della giornata.

È stato evidenziato un rischio maggiore per le razze brachicefale (con muso corto, come ad esempio i Carlini) e per quelle mesocefale (con muso di media lunghezza) di sviluppare alterazioni polmonari, ciò probabilmente è dovuto al fatto che il transito più veloce attraverso le vie aeree permette ad una maggior quantità di particolato di raggiungere i polmoni e provocarvi lesioni. Nelle razze dolicocefale (con muso lungo) i danni maggiori si riscontrano invece a carico delle vie aeree superiori, tra cavità nasali e seni paranasali.

Le razze di taglia piccola sembrano essere più predisposte e in questo caso le ragioni di tale correlazione sono legate alle abitudini di vita: la stretta convivenza con il proprietario fumatore sembra aumentare il rischio per le razze di taglia piccola di incorrere a un danno da fumo passivo, infatti trascorrono più tempo tra le mura domestiche a contatto con il proprietario rispetto ad altre razze.

Ancora più coinvolti sembrano essere i gatti a causa della costanti operazioni di grooming che aumentano l’accumulo nell’organismo di sostanze nocive, derivanti dal fumo, che si depositano sul pelo.

Le sigarette hanno effetti negativi anche sugli altri animali domestici, come ad esempio i volatili, perché hanno un tratto respiratorio molto sensibile: le sigarette possono causare un accumulo di fluidi e portare alla polmonite, spesso letale.

Oltre al fumo bisogna prestare particolare attenzione ai mozziconi di sigaretta lasciati nell’ambiente: la nicotina è un’agente neurotossico potenzialmente letale se ingerito in quantità elevate.

Tuttavia, nonostante negli animali da compagnia non ci siano ancora forti evidenze della diretta connessione tra fumo inalato e alterazioni neoplastiche, probabilmente la stimolazione continua sulle vie aeree e la costante attivazione e sollecitazione dei macrofagi, potrebbe portare a lungo termine ad alterazioni epiteliali, come accade per gli uomini. Vari studi hanno dimostrato che una ripetuta esposizione al fumo di sigaretta può portare ad un’infiammazione cronica delle vie aeree, associata ad un’infiltrazione cellulare.

 

Consigli utili per fumatori

 

Ai fumatori proprietari di pet che intendono arginare il più possibile i rischi del fumo possiamo certamente suggerire di non fumare in casa, in presenza dell’animale, di svuotare sempre il posacenere avendo cura di non lasciare mai i mozziconi a disposizione dei nostri pet.

Altro accorgimento davvero indispensabile è quello di lavarsi sempre le mani prima di toccare l’animale dopo aver fumato.

 

 

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