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SOS Processionaria: perché fa così paura?

Processionaria rischi per i nostri pet

SOS Processionaria: perché fa così paura?

Le larve della processionaria dei pini e delle querce sono note e temute per le lesioni causate dai loro peli urticanti. Si tratta di bruchi che parassitano le piante. Qualora l’infestazione a carico delle piante risultasse massiva, potrebbe provocare danni tali da bloccarne la crescita. I bruchi trascorrono l’inverno nel loro nido, uscendo a marzo-aprile e danneggiando chiunque, trovandosi sul loro percorso, malauguratamente li tocchi. Per prudenza infatti i bruchi non devono mai essere toccati, né i loro nidi aperti, anzi, si suggerisce, una volta avvistati, di allontanarsi immediatamente dalle piante infestate. Animali e bambini soprattutto vanno tenuti a debita distanza.

Consci della pericolosità di tale invertebrato, dal 1998 sul nostro territorio vengono validati piani di abbattimento dei nidi o degli individui nelle varie fasi di sviluppo. I metodi di lotta attualmente in uso sono: l’utilizzo di pesticidi, la cattura tramite trappole che rilasciano feromoni, la rimozione manuale dei nidi, l’utilizzo delle armi da fuoco sul bozzolo, l’incendiamento dei nidi.

 

Processionaria

 

BIOLOGIA DELL’INSETTO

La processionaria del pino è un insetto appartenente all’ordine dei lepidotteri. Deve il suo nome alla caratteristica abitudine di muoversi in fila indiana, formando una processione.

La pianta colpita è il pino, ma è facile trovarne anche presso larici e cedri.
Ogni femmina di processionaria produce molte uova che vengono fissate all’albero ospitante.  Dopo un mese nascono le tipiche larve. Nonostante la modesta dimensione, le larve già alla nascita sono dotate di forti mandibole in grado di fagocitare i duri aghi. In poco tempo, spogliato completamente un ramo, si muovono alla ricerca di nuovo nutrimento.
Vivono in gruppo e inizialmente sono nomadi, spostandosi di ramo in ramo per costruire nuovi nidi provvisori, ma verso ottobre formano il nido stabile dove affronteranno l’inverno. L’attività dei bruchi riinizia in primavera quando, uscendo dal nido, si dirigono in un luogo adatto per tessere il bozzolo, importante perché avvenga la metamorfosi.

La processionaria adulta esce dal bozzolo nel mese di luglio. Si tratta di una falena con ali larghe 3-4 cm, di colore grigio e con striature marroni; la femmina ha solitamente dimensioni maggiori rispetto al maschio. La sua vita è molto breve: non più di 2 giorni.
Le femmine adulte volano alla ricerca della pianta più adatta per la deposizione delle uova e il ciclo ricomincia.

La processionaria della quercia è una farfalla molto simile alla processionaria del pino. La quercia a foglia caduca è la pianta più parassitata da questa specie.
I problemi causati sono equivalenti a quelli provocati della processionaria del pino.

SEGNI DA CONTATTO e PERICOLI PER I NOSTRI PET

I peli della processionaria provocano la degranulazione dei mastociti con liberazione di istamina, un mediatore dell’infiammazione.

Chi incautamente tocchi questi bruchi, maneggi i loro nidi o le foglie (dove possono trovarsi immagazzinati peli o spoglie), si accorge subito delle loro proprietà urticanti. I danni provocati dalla penetrazione di setole o frammenti nella cute possono essere modesti o assumere notevole gravità. Nel punto di infissione insorge un eritema fortemente pruriginoso che può scomparire dopo qualche giorno. Conseguenze più gravi si verificano quando peli o frammenti di essi, giungono a contatto con l’occhio, la mucosa nasale, la mucosa orale o ancor peggio, quando penetrano in profondità nelle vie respiratorie o digestive. In questi casi il decorso rapido del processo infiammatorio potrebbe risultare fatale.

I sintomi compaiono molto rapidamente, da qualche minuto a qualche ora dopo il contatto. I primi sintomi evidenti in un cane entrato in contatto con la processionaria sono l’ipersalivazione e il comportamento irrequieto. Questi segni, dovuti al contatto con le setole urticanti, scaturiscono parallelamente al gonfiore delle mucose di bocca e lingua.

In caso di contatto con la pelle si verifica una dolorosa eruzione cutanea, con forte prurito, mentre in caso di contatto con gli occhi si assiste al rapido sviluppo di congiuntivite. Se un pelo urticante arrivasse in profondità, si verificherebbero gravi reazioni infiammatorie: in rari casi è segnalata anche la perdita della vista. In caso di inalazione invece, i peli urticanti della processionaria irritano le vie respiratorie causando starnuti, difficoltà di deglutizione e difficoltà respiratoria. Uno dei casi più gravi si verifica con l’ingestione, perché l’infiammazione delle mucose è accompagnata da sintomi quali ipersalivazione, edema linguale, vomito, dolore addominale, prostrazione e anoressia.

Nella maggior parte dei casi comunque, la lingua rappresenta la parte maggiormente colpita: il punto di contatto, inizialmente ulcerato, andrà rapidamente incontro a necrosi con successiva caduta di intere porzioni di lingua nei casi più gravi.

COME COMPORTARSI

La processionaria risulta molto pericolosa in particolare per cavalli e cani, i quali, brucando l’erba o annusando il terreno, possono inavvertitamente ingerire o inalare i peli urticanti. I bruchi, infatti, non stanziano unicamente sui fusti degli alberi, dove li si vede procedere in fila indiana, ma si trovano molto spesso anche sul terreno o nell’erba.

È importante mettere in atto procedure preventive per evitare che il cane venga a contatto con la processionaria: oltre a controllare i suoi movimenti occorre imparare a riconoscere il parassita, individuando i luoghi e i periodi di maggiore diffusione. Se, nonostante le precauzioni, il cane dovesse toccare o ingerire una processionaria, la prima azione da intraprendere consisterebbe nell’allontanare la sostanza irritante dal cavo orale e dalle altre zone interessate, effettuando lavaggi abbondanti con acqua, avendo cura di proteggere le proprie mani con guanti: i peli della processionaria sono altamente urticanti anche per gli esseri umani. Per sciacquare i punti più difficilmente raggiungibili, si può spruzzare l’acqua con una siringa priva di ago: questo sistema aiuterà ad effettuare la pulizia anche nel caso in cui, a causa del dolore acuto, l’animale non tolleri di essere manipolato.

Dopo il primo intervento, bisogna recarsi al più presto dal medico veterinario.

Risulta di vitale importanza non somministrare farmaci di propria iniziativa. Gli effetti collaterali e le possibili reazioni avverse indesiderate possono complicare ulteriormente il quadro clinico.

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