Leishmaniosi nel cane, diagnosi e prevenzione

cane triste leishmaniosi

Leishmaniosi nel cane, diagnosi e prevenzione

La Leishmaniosi è una malattia a diffusione mondiale appartenente al gruppo delle zoonosi (malattie infettive trasmesse dagli animali all’uomo e viceversa).
Si trova in 88 paesi, compresi quelli del bacino del Mediterraneo e si stima che a livello mondiale sia la sesta malata in ordine di importanza per l’uomo.


Il vettore: il flebotomo

Leishmania è un protozoo che viene veicolato da un insetto chiamato flebotomo. Questo insetto può positivizzarsi alla leishmania durate un pasto di sangue e poi trasmetterla con il pasto successivo ad un altro ospite vertebrato.
A questo punto, il protozoo si localizza all’interno delle cellule dell’ospite, producendo una risposta immunitaria incontrollabile che a lungo termine può avere un esito fatale.

In Italia il flebotomo è presente soprattutto nelle zone costiere, collinari e nelle isole. È un insetto fondamentale per il ciclo del parassita in quanto, al suo interno, la leishmania subisce una metamorfosi che la rende matura e quindi infestante.
La leishmania adulta si localizza nelle ghiandole salivari del flebotomo in modo da essere agevolmente veicolata nell’ospite su cui il flebotomo compirà il pasto di sangue. Per completare il suo ciclo, la leishmania ha bisogno pertanto di un ospite intermedio (costituito dal vettore che si nutre di sangue) e di un ospite definitivo (un animale vertebrato che si infesta a causa della puntura da parte del vettore).
Il cane rappresenta l’ospite definitivo e viene considerato il “serbatoio naturale” di questa patologia; attualmente il flebotomo è l’unico vettore riconosciuto.

La vita del flebotomo

Il flebotomo vive in ambienti secchi in quanto patisce l’umidità (a differenza della zanzara). Mal sopporta il sole, infatti è attivo dal tramonto all’alba. Altre differenze con le cugine zanzare sono le seguenti: i flebotomi sono insetti silenziosi, proprio per questo comportamento hanno acquisito l’appellativo di pappataci (mangiano in silenzio), inoltre, i flebotomi si spostano per un massimo di 200 metri mentre le zanzare volano per distanze maggiori.

In Italia sono presenti 7 specie, ognuna si è adattata ad un ambiente diverso: il Phlebotomus perniciosus è il più diffuso in tutto il centro-sud e nel nord-ovest, il Phlebotomus perfiliewi nel centro e sud Italia, il Phlebotomus ariasi in Liguria e Piemonte, il Phlebotomus sergenti in Sicilia.

I flebotomi sono attivi da temperature di 15°C fino ai 30°C e solitamente, questi parassiti iniziano a essere presenti da maggio: la stagione favorevole per la loro attività termina a fine settembre (mentre nel centro-sud è prolungata fino a novembre).


La malattia

La diffusione di questo patogeno è legata sia ai cambiamenti climatici che hanno portato il flebotomo ad adattarsi bene ad ambienti che una volta erano sfavorevoli (fino a 20 anni fa il nord Italia era considerato immune, mentre ora si verificano numerosi casi in tutte le regioni), sia all’aumentata frequenza della movimentazione dei cani.

Gli anticorpi che il cane sviluppa dopo il contagio non sono protettivi, anzi si depositano provocando una malattia renale progressiva che termina con un’insufficienza irreversibile.

Se la diagnosi è tempestiva, le cure quotidiane e i controlli dal veterinario avvengono con frequenza, il cane può comunque vivere una vita normale.


I segni clinici

  • Aumento del volume dei linfonodi
  • Lesioni cutanee quali dermatiti diffuse in zone senza pelo (caratteristiche intorno agli occhi)
  • Patologie ungueali
  • Lesioni oculari
  • Depressione e dimagrimento



La diagnosi

Come si diagnostica? Grazie a test di laboratorio che evidenziano il parassita o gli anticorpi prodotti nei confronti dello stesso.
Si parla di infezione quando si riscontra la presenza del parassita e l’assenza di segni clinici; si parla invece di malattia in presenza di entrambi.
Nel cane infetto può permanere lo stadio d’infezione anche per mesi/anni prima della comparsa dei segni clinici.


La prevenzione

La prevenzione andrebbe effettuata con antiparassitari specifici per tutta la durata del periodo rischioso, ovvero la stagione primaverile/estiva nel nord Italia e quella primaverile/estiva/autunnale nel centro-sud.
Bisogna assicurarsi che gli antiparassitari contengano Piretroidi, ovvero molecole chimiche conosciute dagli anni ‘70 che svolgono azione repellente ed insetticida.

L’effetto repellente impedisce all’insetto di pungere l’ospite, mentre l’effetto insetticida (che si verifica entro 24 ore dall’applicazione) impedisce al flebotomo di propagare le leishmanie ad altri ospiti tramite il pasto di sangue.
Non permettere al flebotomo di alimentarsi significa prevenire l’inoculazione della leishmania: su questa semplice strategia si basa la soluzione per il controllo della patologia parassitaria.

Esistono spray, spot on e collari, ognuno con una durata d’azione diversa.

Un’accortezza fondamentale è quella di ricordare che i Piretroidi sono molecole tossiche per i gatti. Se erroneamente viene applicato al gatto l’antiparassitario formulato per il cane, l’intossicazione può portare perfino alla morte. Se cane e gatto convivono è sufficiente tenerli divisi alcune ore, fino a che il sito di applicazione risulti asciutto.

Dal 2011 in Europa esiste un vaccino che ha un effetto protettivo sulla malattia. Si pratica come prevenzione su cani sani che vivendo in zone a rischio, risultano esposti.
Si stanno effettuando studi in paesi dove la Leishmaniosi è una grave piaga per la società (Brasile, Corno d’Africa ed India), volti a dimostrare che la vaccinazione massiva sui cani ridurrebbe la prevalenza della patologia negli uomini.

L’impiego dell’antiparassitario tuttavia non può essere ridotto per i cani vaccinati, in quanto il vaccino protegge dalla malattia, ma non dal contagio. Un cane vaccinato, ma privo di copertura antiparassitaria contribuisce alla propagazione della malattia. L’uso di repellenti/insetticidi non può essere rimpiazzato dal vaccino ma si raccomanda l’associazione di entrambi, soprattutto nelle aree a rischio.
La prevenzione con antiparassitari è quindi sempre di primaria importanza!


Lo sapevi che…?

  • Negli ultimi anni si è riscontrato un aumento della prevalenza della malattia nel gatto. Il gatto può infestarsi, ma solo occasionalmente saranno visibili sintomi clinici: si definisce pertanto paziente asintomatico.
  • Esiste una razza di cani che è naturalmente resistente alla malattia: il Segugio delle Baleari ha trasmesso alla prole questa caratteristica immunitaria.
  • Essendo un parassita trasmissibile anche all’uomo (solo tramite il vettore e non per contatto diretto), chi possiede un cane positivo alla Leishmaniosi deve segnalarlo all’Asl competente per il territorio.
  • Essendo un parassita trasmissibile anche all’uomo (solo tramite il vettore e non per contatto diretto), chi possiede un cane positivo alla Leishmaniosi deve segnalarlo all’Asl competente per il territorio.
  • In Italia, nell’uomo si riscontrano mediamente 150 nuovi casi all’anno; tuttavia, fortunatamente, c’è una buona risposta immunitaria di controllo del parassita.
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