Il colpo di calore: sintomi e pronto intervento

Cane colpo calore

Il colpo di calore: sintomi e pronto intervento

Il colpo di calore è una delle emergenze più comuni per i nostri animali domestici durante il periodo estivo, ha andamento progressivo ed è spesso fatale se non si interviene rapidamente.


A cosa è dovuto?


È dovuto all’incapacità dell’organismo di mantenere lo stato di termoregolazione e di dissipare in maniera adeguata il calore prodotto.

Gli animali omeotermi (a sangue caldo) hanno dei meccanismi intrinseci per la propria termoregolazione. Tali attività servono a mantenere la temperatura corporea entro determinati range e sono condizionati dalla temperatura esterna.

Per esempio, in un ambiente estremamente freddo, quando la temperatura corporea tende a decrescere rapidamente, alcuni meccanismi protettivi quali i brividi, l’aumentata attività muscolare, l’aumento della produzione di catecolamine e ormoni tiroidei, la piloerezione, la vasocostrizione cutanea e le modificazioni posturali (accucciarsi) tendono a riportare la temperatura a livelli ottimali.

Al contrario, nel caso in cui la temperatura superi i 40°C, l’equilibrio termico viene ristabilito da:

  • Aumento della frequenza respiratoria
  • Vasodilatazione periferica: aumento degli scambi termici superficiali
  • Sudorazione
  • Mancata assunzione di cibo


In condizioni particolari, quando la perdita di calore è resa difficoltosa non solo da temperature estreme ma anche da un’elevata umidità o da una mancanza di ventilazione (come nel caso di un cane confinato in macchina con i finestrini chiusi), o quando l’animale è sottoposto a sforzo fisico intenso, i meccanismi termoregolatori non sono in grado di mantenere l’omeostasi, dando vita ad una sequela di alterazioni e di danni tissutali che possono portare rapidamente a morte l’animale.


I sintomi caratterizzanti


Il sintomo più comune e ricorrente è l’ipertermia non correlata a stati febbrili. La temperatura corporea supera rapidamente i 41°C.

Altre manifestazioni caratteristiche sono:

  • Respiro affannoso e aumento della salivazione
  • Mucose rosse e appiccicose
  • Tachicardia
  • Debolezza
  • Emoconcentrazione associata a disidratazione
  • Alterazione dell’equilibrio acido-base


In casi gravi possiamo riscontrare anche:

  • Disturbi del movimento, con perdita di conoscenza e convulsioni
  • Colorazione giallastra di cute e mucose a causa del danno epatico e dell’emolisi
  • Diarrea emorragica


Ci sono dei fattori predisponenti?


Esistono dei fattori che possono predisporre alla comparsa del colpo di calore, aumentando la produzione di calore o riducendo l’efficacia dei meccanismi di dissipazione.

La difficoltà di acclimatamento è uno di questi. Altri fattori esogeni possono essere: il confinamento in ambiente non ventilato, l’elevata umidità ambientale e la scarsa disponibilità di acqua fresca.

Tra i fattori endogeni invece possiamo annoverare la conformazione anatomica di alcune razze definite brachicefaliche (Bulldog, Boxer, Carlino, Cavalier King, Dogue de Bordeaux, Shih Tzu…) che comporta la riduzione della pervietà delle vie respiratorie diminuendo quindi la capacità ventilatoria.

Inoltre, i cani con pelo folto e lungo, gli anziani e quelli con patologie cardiocircolatorie, respiratorie e nervose presentano un rischio maggiore.

La condizione non è invece comune nei gatti che grazie alle loro origini evolutive sono in grado di tollerare temperature atmosferiche di 5°C più alte rispetto a quanto succede ai cani.

Ad ogni modo, la soglia di temperatura che ogni animale riesce a tollerare prima di andare incontro ad uno scadimento delle funzioni fisiologiche dipende anche da fattori soggettivi quali stato fisico e tasso metabolico.


Cosa può fare il pet parent per limitare i danni derivanti dal colpo di calore?


La priorità è quella di ridurre la temperatura corporea abbastanza rapidamente da evitare una progressione del danno tissutale ma non troppo da innescare condizioni di ipotermia altrettanto pericolose.

Prima di portare il cane dal veterinario, si può tamponare tutta la superficie corporea del pet (il raffreddamento preventivo sembra aumentare la percentuale di successo e migliorare la prognosi).
Sono da evitare invece i bagni in acqua congelata, perché si rischierebbe di abbassare la temperatura troppo velocemente.

Si potrebbe inoltre porre l’animale sulla scia della brezza di un ventilatore per migliorare i meccanismi superficiali di scambio di calore con l’aria che circonda il corpo del animale, allo stesso scopo si può guidare con i finestrini aperti o mettere l’animale vicino alla griglia del condizionatore nel tragitto verso l’ambulatorio.


Strategia preventiva


Per prevenire il colpo di calore è importante evitare di sottoporre gli animali (in particolare quelli non allenati e con problemi cardiaci o respiratori) a sforzo fisico intenso durante le ore più calde della giornata; riservare al pet zone d’ombra dove potersi riparare dall’azione diretta dei raggi solari; garantire una corretta ventilazione ed assicurare una disponibilità costante di acqua fresca.

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